Magàru, s. m. (dal gr. μαγος) Stregone, fattucchiare, mago, a volte adoperato in senso positivo. Il femminile Magàra é invece spesso usato con accezione negativa per indicare una donna di facili costumi.

Il termine si ritrova in un canto popolare di Melito di Porto Salvo (RC), citato in Marzano, Giovan Battista Dizionario etimologico del dialetto calabrese.

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