Carlo Muscari nasce a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 17 marzo 1770 da Francesco e Lavinia Pugliatti.

Il padre proveniva da una famigli aristocratica di proprietari terrieri di Melicuccà, mentre le madre era una nobildonna reggina.

Formatosi in studi umanistici a Roma, sotto la cura dello zio paterno, si trasferisce successivamente a Napoli, dove si laurea in legge.

A Napoli troverà gli altri suoi fratelli Giuseppe e Gregorio, a cui si aggiungerà, allo scoppio della rivoluzione, anche Mercurio.

Si lega a una delle logge massoniche fondate dall’abate Antonio Jerocades e viene coinvolto in una congiura giacobina che nel 1794 gli procurò l’arresto e la reclusione nel carcere della Vicaria.

Dopo la proclamazione della repubblica napoletana e la costituzione del governo provvisorio degli insorti, Carlo è tra i sette membri della “Commissione pel piano delle Finanze” e capitano della II Compagnia della Guardia nazionale repubblicana.

Il 20 gennaio 1799 partecipa alla presa del castello di Sant’Elmo e, con il fratello Gregorio, diventa componente della Commissione “degl’informi”, che si occupava dell’epurazione della burocrazia borbonica.

Dopo che il 13 giugno 1799 il forte di Vigliena viene fatto saltare in aria, i repubblicani sbandano: Carlo, insieme al fratello Gregorio, viene condannato a morte; gli altri due fratelli, Giuseppe e Mercurio vengono invece condannati all’esilio.

Gregorio riesce a scamparla, mentre Carlo viene impiccato il 6 marzo 1800 a Piazza Mercato.

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